venerdì, 08 dicembre 2006, ore 07:53

come sta 700 in 53..e poi l'eternità..dove la metto?

connorpassvp0

mattio
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giovedì, 07 dicembre 2006, ore 14:46

non so nemmeno se questo è un ritorno,

e soprattutto,

non so nemmeno se interessa qualcuno

la possibilità che lo sia;

intanto stupisco

 delle lettere che a fatica ordinano parole

e ne cospiro il senso

smarrito a me stesso

e alle ragioni d'essere qua e non altrove, ancora

07

mattio
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venerdì, 03 novembre 2006, ore 16:01

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firenze  4 novembre 1966

......può ancora succedere

 

 

(..)dieci, dodici giorni sotto un’atroce morsura
di nafta e sterco. Certo hanno sofferto
tanto prima di perdere la loro identità(..)

eugenio montale 

 

 

 

 

mattio
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categoria : di ogni dove in altrove

mercoledì, 01 novembre 2006, ore 14:20

chi senza la follia delle Muse

si avvicina alla poesia

convinto di diventare poeta

per averne acquisito la tecnica

inutile è a lui la sua arte

perchè di fronte alla poesia dei folli

la poesia del saggio ottenebrata scompare

platone

merini

mattio
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categoria : dell essere altro

domenica, 29 ottobre 2006, ore 08:48

troppo spesso
si considera la bontà come un dono elargito alle donne
gratuitamente e una volta per tutte
da una natura benevola,

una naturalità mai messa in discussione,
che invece serve costantemente a dimostrare la necessità
di tenere fuori le donne dall’esigibilità e dall’esercizio del potere
dire la differenza è stato a lungo impossibile,
senza che fosse inglobata
all'interno di categorie generali di esclusione e sequestro:

un'identità collettiva prescritta dal dominio e dall'immaginario maschile.
ma

donne (o uomini) si nasce o si diventa ?


Dio fece l'essere umano a sua immagine: maschio e femmina lo creò
(Gen.1,27)

e la donna è così naturalmente buona ?
Lilith appartiene alla grande tradizione orale
raccolta negli scritti della sapienza rabbinica,
che si affianca precedendola
alla versione biblica dei sacerdoti.

lilith rimane nella propria libertà,

cattiva
captivus participio passato del verbo latino capere
prigioniero..in cattività

captivus Diaboli "prigioniero del demonio"
è il sintagma, la frase latina medioevale da cui deriva la parola italiana cattivo:
veniva usata per indicare
eretici, assassini, scomunicati, prostitute e streghe, e tutti gli esclusi

lilith

è prigioniera perchè cattiva

è cattiva perché. prigioniera, vuole uscire dalla cattività
quando Adam tentò di costringerla all’obbedienza con la forza
Lilith, in collera, pronunciò il magico nome di Dio,
si levò in aria e lo lasciò.

entrò in un territorio sconosciuto
e per molto tempo
non si fece più trovare

ora lilith può tornare dal suo esilio
svelando e sovvertendo
le categorie esperte
e
le discriminazioni naturalizzate
 
(inviato in forma di commento a BeautifulLilith)

 
perché devo stendermi sotto di te ?
io anche
fui creata dalla polvere,
e sono quindi a te eguale
 
mattio
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categoria : per l altra che non siamo

giovedì, 26 ottobre 2006, ore 19:40

mattio
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categoria : dell essere altro, di ogni dove in altrove

mercoledì, 25 ottobre 2006, ore 17:53

potremmo inoltrarci nel vivaio lussureggiante

degli oltre 500 modelli che sopravvivono nelle psichiatrie parallele

ognuno con le sue elevate pretese di certezza e verità,

ed immaginare che a tanta abbondanza corrisponda una pluralità di offerte

 e una discrezionalità di accesso all'offerta,

ma ci accorgeremmo presto che nella quotidianità dei Servizi prevalgono

abitudini di pensiero, consuetudini di discorso, serialità e parcellizzazione d'intervento

secondo criteri consolidati di semplificazione abusiva di ciò che è e resta complesso

potremmo scorrere insieme il catalogo interminabile di definizioni

a proposito di ciò che e riabilitazione pittosto che risocializzazione,

inserimento piuttosto che riproduzione sociale

e ci troveremmo a frequentare recinti

di addomesticamento, infantilizzazione e sequestro

e che la reclusione sta già nell'esercizio stesso della definizione

potremmo aggirarci tra i luoghi nuovi del pensare e dell'agire psichiatrici

con l'aiuto di una mappa dettagliata e di un glossario aggiornato

e ci perderemmo presto in una selva di sigle e acronimi

che nasconde l'oscena ortopedia di un universo concentrazionario

che ha socchiuso la porta del manicomio solo perchè tutta la società era diventata

ormai tecnologicamente controllabile

potremmo perfino (e sarebbe l'ora) tentare di non utilizzare indifferentemente

ed in maniera disinvoltamente intercambiabile

i termini psichiatria e salute mentale ,

e solo allora ci accorgeremmo che troppo spesso

questa presunta migrazione di senso e di risorse

si è risolta in un luogo irreperibile dell'immaginario amministrativo

o più modestamente

in un 'frame' della memoria computerizzata della tipografia aziendale

mattio
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categoria : del fare altrimenti

domenica, 22 ottobre 2006, ore 10:58

niente di ovvio

non tecnologia dell'accoglienza

non abecedario delle buone maniere

non galateo del saperci-fare

ma occasione rischiosa di transitorietà e reciprocità

oltre la tolleranza, come condotta privata e come categoria politica

perchè quando si tollera, si tollera di fatto la propria indifferenza

che è soprattutto  sicurezza ostentata (sine cura)

 

nell'ospitalità invece

 

l' indiscrezione della conoscenza (curiosità)

dove e quando la 'depense' è scelta di comunicazione e di solidarietà transitiva

 

il pudore della relazione

dove e quando incontrare l'altro

è soprattutto fare un passo indietro rispetto a sè stessi

 

depotenziare la propria rassegnata onnipotenza

 

sfida radicale al codice inclusione/esclusione

mette in ridicolo i confini e li trasforma in soglie

attraverso le quali si entra fuori e si esce dentro

 

sul confine, quale il nostro mandato e il nostro destino? 

 

 arabeschi

mattio
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categoria : del fare altrimenti, dell essere altro

giovedì, 19 ottobre 2006, ore 19:37

quello che ci spaventa dell'arrivante non è la sua alienità, perchè quella abbiamo imparato ad includerla, nel momento stesso in cui l'escludiamo

ma la somiglianza che quella alienità reca in sè, e con essa l'alterità che quell'alienità così familiare solleva in noi: orizzonte interno per il quale il dentro e il fuori diventano ambedue intimi

la diversità senza somiglianze serve a definire meglio la nostra identitò, a rafforzare la nostra impalcatura paranoica così instabile che per sostenerla possiamo perfino immaginare, dopo averlo identificato e certificato, d'includere il diverso purchè stia al suo posto, che vuol dire: purchè si renda reperibile e invisibile al tempo stesso

abbastanza vicino da rivelarci come noi saremmo potuti essere se non fossimo come siamo

non così visibile da rivelarsi fatto della stessa materia di cui noi siamo fatti

la diversità che ci somiglia, anzi che ci abita come nostra alterità, quella sì va condivisa e dove serve, costruita

Il%20grullo

mattio
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categoria : dell essere altro

martedì, 17 ottobre 2006, ore 07:32

 

 

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STIAMO  LAVORANDO  PER.....  CHI  ? 

mattio
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